"L'attuale sistema economico è una macchina universale che distrugge
l'ambiente e produce milioni di perdenti dei quali nessuno sa cosa fare"
Susan
George
Il bilancio sociale è lo strumento atto a rendicontare “il valore
aggiunto” originato dalle attività-azione dell’impresa
non profit.
Esso, a differenza del bilancio civilistico, non possiede un indicatore sintetico,
qual è appunto il risultato d’esercizio, in grado di esprimere
l’andamento dell’esercizio concluso. Dal punto di vista sociale,
il giudizio può essere formulato sulla base dell’analisi della
ripartizione del valore aggiunto netto, della sua distribuzione agli stakeholder
e della valutazione di appropriati indicatori.
Pur non esistendo una definizione univoca del concetto di valore aggiunto,
si può considerare tale grandezza come la maggiore ricchezza che scaturisce
dalla gestione dell’azienda, ovvero come la differenza tra il valore
dei beni e dei servizi finali che l’azienda immette sul mercato al termine
del processo produttivo (output), e il valore dei beni e servizi acquistati
dall’esterno per alimentare tale processo (input).
Determinare il valore aggiunto quindi significa evidenziare la ricchezza prodotta
dall’impresa mediante la sua attività, la ricchezza che viene
dunque “aggiunta”, e la sua distribuzione agli interlocutori.
Adottando la prospettiva del valore aggiunto si abbandona l’approccio,
che mette in luce utili o perdite della gestione, proprio del conto economico
costi/ricavi.